La fisioterapia respiratoria è un tassello fondamentale per ogni paziente FC, la storia di Maria Antonietta Ciciretti

La fisioterapia respiratoria è un tassello fondamentale per ogni paziente Fc… oggi conosciamo meglio Maria Antonietta Ciciretti, fisioterapista presso il reparto di Fibrosi Cistica di Cerignola.

Mi chiamo Maria Antonietta e lavoro da 22 anni nell’UOS di Fibrosi Cistica di Cerignola, in provincia di Foggia, con il ruolo di fisioterapista.

Quando ho iniziato a lavorare nel reparto FC, la nostra realtà era ancora molto piccola: era appena un ambulatorio con l’appoggio di due posti letto nel reparto di Pediatria e con un solo medico dedicato, il Dr. Ratclif, una persona unica, che metteva anima e cuore nel suo lavoro con i pazienti affetti da Fibrosi Cistica.

Per me era un mondo completamente nuovo e, all’inizio, ero molto timorosa di non essere all’altezza del compito che mi aspettava. Cominciai quindi a seguire le visite ambulatoriali insieme al Dr.Ratclif e capii subito quanto questa patologia fosse complessa, totalizzante e spesso molto dura, non solo per i pazienti ma anche per le loro famiglie.

Allo stesso tempo, però, cresceva dentro di me il desiderio di essere utile, di poter dare supporto e di avere un ruolo che potesse fare davvero la differenza nella vita anche di una sola persona. Questo è stato possibile grazie all’esempio del Dr. Ratclif, che riusciva a far apparire tutto possibile, affrontabile, umano. È stato lui a vedere in me capacità professionali e umane che io stessa ancora non riconoscevo.

Questa esperienza mi ha insegnato tantissimo. Mi ha insegnato quanto sia importante non fermarsi mai all’aspetto clinico della malattia, ma guardare sempre la persona nella sua interezza. Ogni paziente mi ha lasciato qualcosa: insegnamenti, emozioni, esempi di forza e di resilienza. Ho visto persone affrontare difficoltà enormi con un’energia sorprendente, con la capacità di reinventarsi ogni volta e di trovare motivi per sorridere anche nei momenti più difficili.

Lavorare con i pazienti, per me, ha sempre significato esserci davvero. Non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Per questo ho sempre vissuto il mio lavoro come una famiglia: con dedizione, responsabilità, affetto, sorrisi, risate e, a volte, anche lacrime. Perché la vita è fatta anche di questo.

Ogni giorno è stato un continuo dare, ma soprattutto un continuo ricevere. Ricevere fiducia, insegnamenti, forza e umanità.

Per quanto riguarda il futuro, ho sempre sperato che la ricerca potesse migliorare sempre di più le cure per la Fibrosi Cistica e, un giorno, arrivare alla guarigione. Oggi mi sembra quasi di essermi addormentata anni fa e di essermi risvegliata in un futuro che allora sembrava impossibile: molte conquiste sono diventate reali e concrete.

Per questo credo sia importante continuare a lavorare, non solo con i pazienti ma anche in sinergia con le associazioni regionali come LIFC Puglia, per immaginare e costruire un futuro ancora più grande e più inclusivo, con cure davvero per tutti, senza lasciare indietro nessuno.

Nella mia vita ho incontrato persone che mi hanno insegnato a non arrendermi mai e a guardare al futuro con speranza. Io spero, nel mio piccolo, di aver trasmesso almeno a qualcuno lo stesso modo di affrontare le cure e le difficoltà: con rigore quando serve, ma sempre con il sorriso e con affetto.